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I PREDONI DEL SAHARA

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Salgari, Emilio 37 occorrenze

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annunciasse quel terribile vento infuocato che dissecca tutto, che assorbe gli umori delle piante, che fa evaporare rapidamente l'acqua contenuta negli otri

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cammelli, da metterci a mal partito." "Fate inginocchiare gli animali dietro a questa duna," comandò il marchese, dopo una breve riflessione

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ributtanti di sangue. Sia nel Maharem, che si celebra al principio dell'anno, sia nel Ramadan o nel grande o piccolo Beiram, gli affigliati delle diverse

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frettolosamente al mercato degli schiavi, dove era certo di ritrovare il capo Tuareg. Voleva compiere i suoi sinistri disegni più presto che gli fosse possibile

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Quando il marchese, dopo un sonno durato forse parecchie ore, riaprì gli occhi, una mezza oscurità lo avvolgeva. Sorpreso da quel cambiamento di luce

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Le marce sull'interminabile mare senz'acqua, come gli arabi chiamano, nel loro linguaggio figurato, le immense e desolate pianure del Sahara, si

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lascino insepolto sulle sabbie ardenti del Sahara il mio carcame; che la sete mi strazi le viscere; che gli avvoltoi mangino i miei occhi se io ed i

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di averli veduti ammazzare da infedeli. Vedendo apparire gli assediati, un urlo immenso rimbombò fra la folla. "Giustizia! ... Giustizia

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fuori di portata da quelle terribili armi che gli uomini bianchi maneggiavano con tanta destrezza. "Padrone," disse Rocco. "Volete che ricominciamo il

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echeggiate in lontananza, mentre i fuochi si spegnevano bruscamente. Il marchese ed i suoi compagni, immobili, ascoltavano ed aguzzavano gli occhi

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. "Impadronisciti di questi uomini," gli disse il vizir. "La tua testa risponderà di loro." "Sì, padrone," rispose il negro. S'accostò a Rocco e lo spinse

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burro. Al termine di quell'epoca permettono all'animale di trottare dietro alla madre, poi gli passano un anello al naso e cominciano ad educarlo

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sotto la finestra, volendo che salisse prima l'arabo. "Monta," gli aveva detto. "Io sarò l'ultimo." "No," aveva risposto la guida. "Io rimarrò qui in

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settimane. Tali sono gli uadi, che si perdono poi nelle sabbie, sboccando in luoghi che rimangono asciutti per la maggior parte dell'anno. Dobbiamo però

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delle vostre armi." Essendovi a breve distanza un cumulo di rottami, i predoni vi si sdraiarono dietro, mettendosi dinanzi le lance e gli jatagan. El

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. "Gli ho chiuso gli occhi. Ma voi come vi trovate qui? Io so che Tasili era partito pel Marocco onde dare ai figli il triste annuncio." Esther gli narrò

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stati risparmiati e se ne vedevano moltissimi coricati gli uni addosso agli altri e uccisi a colpi di fucile, tirati forse a bruciapelo. "Che macello

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sua storia. "Da un Tuareg suo amico aveva avuto l'assicurazione che il colonnello era stato condotto a Tombuctu da una banda di predoni, gli stessi

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avventure più o meno pericolose. A quindici anni aveva già attraversato due volte l'Oceano Atlantico credendo di trovare ancora gli eroi di Cooper e di

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cristiana. Pare però che esistesse anche molto tempo prima, secondo gli antichi storici egiziani, sotto il nome di Kupha o di Nigeria. Comunque sia

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stato sempre così?" "Gli antichi lo hanno sempre veduto coperto di sabbie." "Che non sia possibile trasformarlo?" "I francesi dell'Algeria meridionale

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carne corrotta. "Come state, giovanotto?" gli chiese il signor di Sartena, battendogli familiarmente sulle spalle. "Potete vantarvi di godere una forza

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caffè, "forse che gli struzzi vi hanno fatto dimenticare la vostra promessa?". "E quale?" chiese il corso. "Mi avevate detto di narrarmi una storia

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pesante s'alzava dal fiume, tramutandosi in nebbia, umidità molto pericolosa specialmente per gli europei, essendo satura di miasmi pestiferi e di febbre

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accovacciati in un angolo, senza pensare ad assalire né gli uomini, né gli agili corridori del deserto. Solamente dopo il franamento delle sabbie e la fuga

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dinanzi, onde poter scambiar qualche parola coi suoi compagni di viaggio e osservare il paese. Dopo il suo cammello venivano gli altri, su una lunga fila

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continente africano. Rocco, colla fascia di lana che portava ai fianchi, lo imbavagliò, gli legò le mani dietro il dorso, poi se lo cacciò sulle spalle e

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della carabina gli ruppe la frase. La belva che stava nascosta dietro al cespuglio s'alzò di colpo sulle zampe deretane, girando su se stessa, poi

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però spaventare i fuggiaschi. L'arrivo dei kissuri decise i negri a tentare qualche cosa. Gli uomini del. sultano erano una ventina e tutti armati di

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, erano stati rivestiti di tronchi di palma, onde impedire al terreno sabbioso di franare, ed erano profondi dai sette agli otto metri. Gli otri furono

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torrentello, ma man mano che se ne allontana, aumenta considerevolmente e rapidamente, raccogliendo le acque di numerosi affluenti che bagnano gli stati di

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allungato. Sono bestie d'una vigliaccheria incredibile, quantunque di denti acuti e di unghie robustissime. Non osano assalire gli uomini e vivono quasi

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riarsi dal sole. Gli abitanti del duar sono quasi tutti pastori. Allevano cammelli, montoni e capre e non è raro vedere delle centinaia di animali

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in subbuglio gli abitanti della kasbah e forse lo stesso sultano. Da tutte le parti si vedevano accorrere uomini muniti di torce e armati di moschetti

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miglio condito con sciroppo di datteri, un vero manicaretto per gli abitanti del deserto. Il povero diavolo, a digiuno da cinque giorni, divorava con

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sarebbe alzato." Quando gli fu vicino, dovette convincersi che il povero animale era veramente morto. Esso giaceva su un fianco, colle zampe

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," disse il marchese. "Rocco, Nartico, andiamo e non lasciate le armi. Non c'è da fidarsi." "E mia sorella?" gli chiese l'israelita. "Ah! ... diamine

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